05 10 2012 | Rimini si mette in gioco con il ‘piano città’. La riqualificazione urbana partirà da Bellariva

Sabato, 06 Ottobre 2012

mattone



Rimini si mette in gioco con il ‘piano città’. La riqualificazione urbana partirà da Bellariva


Rimini partecipa alla corsa per i finanziamenti del ‘piano città’ del governo Monti. Lo fa in quanto distretto industriale, puntando i riflettori sulla colonia Murri, vecchia fabbrica del turismo da riconvertire, dove intanto già si muove qualcosina visto che i privati coinvolti nel cantiere la settimana scorsa hanno presentato in comune tre richieste per costruire, una relativa alla colonia in sé e le altre per aree lì intorno.


“La proposta del comune di Rimini – spiega il sindaco Andrea Gnassi – è dentro la pianificazione strategica. Si va, infatti, a lavorare su uno degli assi radiali del lungomare della zona sud, uno stralcio operativo ricompreso nell'area di progetto della colonia Murri, dove abbiamo un pezzo di industria che va ribaltato e ammodernato, riqualificato. Dove c’è un pezzo della nostra industria di cui non disponiamo, il lungomare, e di cui vorremmo disporre”.


In pratica il progetto, che darebbe a Rimini il suo primo chilometro e mezzo di lungo mare pedonalizzato, allarga a buona parte di Bellariva la riqualificazione della colonia, andando a implementare le azioni del privato, per 70 milioni (rinaturalizzazione mare, riqualificazione lungomare, parcheggi interrati, funzioni dedicate allo sport e al wellness, servizi, zone di verde, rete fognaria), con quelle nuove dell’ente pubblico per 37 milioni.


“Abbiamo proposto la colonia perché il piano città vuole progetti in cui ci sia concorso tra pubblico e privato, immediata cantierabilità, progetti che siano sistemici dentro programmazione strategica. Bellariva rispetta tutti i criteri imposti dal governo”. Nell’ampliamento del progetto sono compresi il collegamento mare-monte attraverso il sottopasso di via Portofino, il polo logistico di interscambio con parcheggio e fermata trc, il polo scolastico, una porzione di housing sociale, il tutto connesso da sistema di mobilità lenta ciclopedonale.


“Abbiamo pensato anche al sotto – dice Gnassi –e infatti dentro al progetto abbiamo inserito l’intervento strutturale per la realizzazione della dorsale sud del sistema fognario”.


In totale, tra pubblico e privato il progetto di riqualificazione di Bellariva sfiora i 110 milioni di euro. Il governo ha promesso per il piano città finanziamenti ogni anno fino al 2016. Si parla di 250 milioni per la prima tranche. Chissà se Rimini rientrerà.


Intanto, quello che da fuori appare immobilismo, da dentro è un anno lavoro “chirurgico” e “accurato”, “fatto anche un po’ sotto traccia”, spiega quindi il sindaco. “E’ servito un anno – dice Gnassi – per questo lavoro che ha preso le mosse da due aspetti. Il primo è la programmazione strategica, che noi abbiamo inquadrato negli strumenti urbanistici. Ci siamo trovati tra le mani tre treni (piano strategico, psc adottato e le linee di mandato) e ci siamo domandati come farli convergere nella stazione ‘Rimini 2017’, una Rimini sostenibile. Il secondo aspetto è che noi continuiamo a guardare alle esperienze urbane, culturali e sociali più avanzate d'Europa. Parlo di Stoccolma, Copenagen, Friburgo. Magari Rimini domani ancora non sarà Friburgo, ma stiamo dicendo dove vogliamo andare e stiamo impostando il lavoro per andarci. Abbiamo iniziato un percorso”.


A questo punto il sindaco, come già aveva fatto ieri il capogruppo del Pd, Marco Agosta, annuncia la presentazione, tra qualche settimana, del materplan urbanistico per la riqualificazione di Rimini “che definisce la visione strategica concretizzata in progetti” perché dentro tutto il lavoro fatto in un anno “si tenta di aprire una nuova fase di sviluppo riminese concentrata non sul consumo del territorio, ma su progetti che si tengono gli uni con gli altri, il lungomare assieme alle fogne, le periferie e la città di cui non sono meteore frazionate e irraggiungibili”.


Dentro questo lavoro anche il progetto per il piano città. La ‘candidatura di Rimini’ al finanziamento è frutto degli incontri tra il sindaco Andrea Gnassi prima con il premier Mario Monti e successivamente con il ministro per lo sviluppo Corrado Passera durante il Meeting, incontri che si sono concretizzati col il viaggio a Roma del sindaco per approfondire con il viceministro Mario Ciaccia e un suo funzionario.
“A loro abbiamo spiegato quella che è la nostra impostazione strategica, abbiamo proposto il tema della riconversione del nostro modello di sviluppo che è il modello turistico ed è abbastanza maturo per non dire obsoleto”. Al ministero Gnassi ha portato quattro documenti. Il primo è quello della progettazione strategica, con al centro l’anello verde da cui partono e a cui arrivano asso radiali dal lungomare (Bellariva a sud e Torre Pedrera a nord), così come assi radiali del sistema sono le vie d’acqua.
“Rispetto a questo abbiamo fornito documenti che sono le proposte di riconversione strategica della città. Il primo dei lavori che abbiamo detto anche al governo di voler fare la riqualificazione del lungomare”. E qui il sindaco tira fuori il secondo dei documenti lasciati a Roma, “‘Lungomari e federalismo demaniale’, dove chiediamo applicazione decreto sul federalismo che dovrebbe concedere il passaggio del lungomare al comune dal demanio”. Il terzo documento è il famoso master plan della città. Il quarto è la “proposta precisa e puntuale del comune di Rimini per il ‘piano nazionale città’”.